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  1. YouTube fa 4 miliardi al giorno

    Ogni giorno su YouTube vengono visualizzati quattro miliardi di filmati e in un solo secondo viene caricato sul famoso sito un’ora di video: 60 ore di filmato ogni minuto. Questo significa che, per esempio, in 4 minuti e 11 secondi di caricamento su YouTube un uomo sbatte le ciglia 157.500 volte; o in tre minuti e 45 secondi un gruppo di pensionati può fare una crociera da Los Angeles a Tokio.

    Se si considera che alla fine del 2011 la popolazione mondiale ha superato la soglia dei sette miliardi di abitanti, la cifra delle visualizzazioni quotidiane raggiunte da YouTube ha, per certi versi, dell’incredibile. In sostanza, sarebbe come se più della metà della popolazione mondiale visitasse ogni giorno il gigante del video sharing. YouTube non solo sta raggiungendo cifre record, ma sta anche crescendo a una velocità impressionate. Nato appena sette anni fa, nell’ottobre 2006 Google comprò il piccolo Tubo e ben presto riuscì a farne un immenso contenitore di filmati. Nel 2007 venivano caricati sul sito sei ore di video ogni minuto. Il numero è cresciuto a 24 ore nel marzo 2010, 35 ore nel novembre 2010 e 48 ore nel maggio 2011. In soli otto mesi YouTube è cresciuto del 25 per cento.

    Le cause di questo straordinario successo sono molteplici. In primo luogo, secondo gli osservatori, c’è stata l’esplosione degli smartphone, che hanno permesso di poter visualizzare i video in qualunque momento e in qualunque luogo. In secondo luogo, tutti possono caricare tutto (o quasi) sul sito, aumentando in modo spropositato la quantità del materiale offerto.Tuttavia, come riportato da Reuters, solo il 10 per cento dell’enorme materiale di YouTube è monetizzabile, ma Google ci tiene a precisare che questa piccola parte è più che sufficiente dato che il Tubo porta a casa ogni anno 5 miliardi di dollari di pubblicità. Una cifra praticamente raddoppiata in soli due anni, dato che nel 2010 la pubblicità su YouTube valeva “appena” 2,5 miliardi di dollari. Gabriella Tesoro
    Fonte: Punto Informatico
  2. 2011, Internet dà i numeri

    Fatti e statistiche di quanto accaduto durante l’ultimo anno in rete: non mancano numeri di utenti complessivi, email, servizi, social networking, streaming e compagnia cantante.

    Accorpando le informazioni disponibili da varie fonti, il sito Royal Pingdom ha stilato una discreta compilation di numeri e statistiche su quanto è successo, è stato scambiato e condiviso sulla rete telematica mondiale durante tutto l’anno 2011.
    Molti i numeri capaci di impressionare nella lista stilata da Royal Pingdom: nel 2011 Internet ha raggiunto la ragguardevole cifra di 2,1 miliardi di netizen (fonte Internet World Stats) su quasi sette miliardi di esseri umani presenti sul Pianeta, suddivisi in 922 milioni di asiatici, quasi 500 milioni di europei, 271 milioni di nordamericani, 215 milioni di sudamericani, 118 milioni di africani e via elencando.Ragguardevole anche il numero di messaggi di posta elettronica scambiati in rete nell’anno appena conclusosi: a dispetto dei cyber-soloni che periodicamente celebrano la “morte” dell’email, nel 2011 di messaggi ne sono circolati oltre 3 miliardi (fonte Radicati Group) – spam e offerte virilizzanti inclusi, ovviamente (più 71% rispetto al 2010).
    Come va la gioiosa macchina da guerra del social networking? La domanda non potrebbe essere più retorica, ricorda Royal Pingdom: a dicembre 2011 Facebook aveva “conquistato” 800 milioni di “amici”, 200 milioni in più rispetto all’anno precedente. Vele gonfie anche per Twitter con 225 milioni di account totali – 100 milioni dei quali attivi – e 250 milioni di tweet pubblicati ogni giorno.La Internet del 2011 è andata forte anche per quel che concerne il multimediale, naturalmente: il solo YouTube ha totalizzato l’incredibile cifra di 1 milione di miliardi di video visualizzati. È il futuro? È orientale: la penetrazione di Internet in Cina ha raggiunto il 36% (513 milioni di netizen), e nei prossimi anni non può che crescere.

    Alfonso Maruccia
  3. Un Tera di coltellino

    Continua la saga dei Victorinox tecnologicamente avanzati, presentati al CES 2012

    C’è chi pensa siano alquanto inutili e fuori mercato, mentre altri li ritengono comodi da tenere a portata di mano, in automobile, in ufficio o nella borsa da lavoro. Proprio per quest’ultima categoria di persone, Victorinox continua a proporre uno dei più antichi utensili multiuso fornito in dotazione all’esercito elvetico, il coltellino svizzero, arricchito però di interessanti strumenti di storage portatili.

    Si rinnova così la linea dei prodotti presentati agli scorsi CES 2011: l’azienda ha deciso di sfruttare la nuova edizione della kermesse per presentare due nuovi coltellini. Così in questi giorni, al CES 2012, Victorinox espone i nuovi Victorinox SSD e Victorinox Slim 3.0.

    Il primo, secondo l’azienda, è il più piccolo hard disk con tecnologia SSD ad altà capacità presente sul mercato. Nello spazio di un coltellino svizzero, infatti, è integrato uno spazio di storage che va dai 64 GB fino a 1 TB, utilizzabile su qualsiasi PC attraverso la connessione USB 2.0 o attraverso l’interfaccia eSATA. L’unità SSD integra entrambi i connettori e vanta velocità di lettura di 220 MB/s e di 150 MB/s in scrittura. Leggi tutto
  4. IBM, 12 atomi per un bit

    Big Blue annuncia importanti risultati nel campo della ricerca per lo storage estremo: pochi atomi sono sufficienti a immagazzinare un bit di informazione digitale. Ora basta solo miniaturizzare un gigantesco microscopio

    IBM estrae un nuovo coniglio dal cilindro delle tecnologie nanoscopiche applicate all’informatica e allo storage digitale: stando a quanto sostiene Big Blue, basta una manciata di atomi per registrare un singolo bit ed espandere a dismisura le potenzialità di archiviazione dati delle memorie del futuro.

  5. Open source, lancio nello spazio

    Inaugurato il portale della NASA che offrirà una directory contenente tutti i progetti a codice aperto dell’agenzia spaziale statunitense. A seguire, un forum per guidare le varie comunità di sviluppatori

    Code.nasa.gov è il nuovo portale annunciato dalla NASA per la gestione e lo sviluppo di progetti software a codice aperto. Lanciata in versione alpha, la piattaforma ospita innanzitutto una specifica directory per l’archiviazione di tutti i progetti open dell’agenzia spaziale statunitense.I vari developer avranno dunque a disposizione una vasta quantità di documenti relativi alle attività di sviluppo del software open source, con il lancio imminente di un forum di discussione per guidare comunità interne ed esterne alla stessa NASA.Per ora è possibile consultare i vari progetti e contattare i responsabili nei vari centri negli Stati Uniti. (M.V.)Fonte: Punto Informatico

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